Questo ... io


Io sono Miran Bax, ma non è il mio vero nome. 

Un giorno vi racconterò tutto, per ora garantisco che...


Tutto ebbe inizio...

Era un venerdì di gennaio, il diciassette. Era il millenovecento settantacinque, nevicava. Capii subito che la mia vita non sarebbe stata facile e le voltai le spalle quando ormai non era più possibile tornare indietro. «La madre o il bambino», chiesero i medici a mio padre. Non so cosa abbia risposto, ma siamo rimasti vivi tutti e tre.

L'infanzia

Gli anni dell’infanzia li ho passati giocando sull’asfalto dei parcheggi tra i palazzi di un quartiere di una periferia aggredita da migliaia di migranti tra fine anni sessanta e inizio anni settanta.

Giocavamo a calcio usando gli ingressi dei garage come porte, a nascondino passando da una cantina all’altra o con i tappi delle bottiglie negli androni dei palazzi, quando la pioggia o il freddo ci impedivano di stare all’aperto. Finiti i compiti ci riversavamo in strada, le mamme ci chiamavano dal balcone quando la cena era pronta e se tornavi a casa piangendo dopo una scazzottata prendevi pure il resto.


L'adolescenza

Gli anni delle scuole superiori costituiscono un periodo di grande crescita personale. I primi scioperi e poi l’occupazione della scuola in cui passavamo la notte preparando volantini che poi distribuivamo durante il giorno in vari punti della città. In quegli anni ho conosciuto Sandro Moiso, che mi ha fatto amare la letteratura e mi ha indirizzato alla scrittura quando nemmeno io sospettavo di poterlo fare. Anni di feste, ubriacature, fidanzate passeggere, la separazione dei miei genitori e la perdita di amici d’infanzia che il destino ha deciso di portarsi via troppo presto.

Sono gli anni in cui scopro Jimi Hendrix, Bob Dylan, Rolling Stones, Led Zeppelin, Patty Smith, The Doors e Fabrizio de André. Sono gli anni in cui leggo la Beat Generation e divoro tutta la produzione di Jack Kerouac, Allen Ginsberg e William Burroughs. Poi ci sono Charles Baudelaire e Artur Rimbaud, Fëdor Dostoevskij, James Joyce, Gabriel García Marquez e i tanto amati Luigi Pirandello, Cesare Pavese e Italo Calvino.


E poi

Nella primavera del millenovecento novantasette inizio a collaborare con “Il Corriere di Rivoli”, settimanale della provincia torinese. Un pomeriggio mi fiondo in redazione e chiedo del caporedattore: «Voglio fare il giornalista», dico senza preamboli. «E come faccio a dirti di no?» risponde. Tutto quello che so sulla scrittura giornalistica lo devo a lui, Patrizio Romano, che nei due anni di collaborazione mi ha insegnato tutto quello che so sulla scrittura giornalistica (e molto altro).

Nel dicembre del millenovecento novantanove mi trasferisco a Belluno e inizio a collaborare con “Il corriere delle Alpi”, ma dopo pochi anni ho deciso di chiudere con il giornalismo per dedicarmi esclusivamente alla scrittura di racconti, romanzi e poesie. Nel frattempo mi sposo, ho una figlia, divorzio, lavoro in una fabbrica di occhiali e con la mia nuova compagna divento padre per la seconda volta.


La scrittura

Scrivi, scrivi. Queste le ultime parole di Agostino, amico sincero e profondo oltre che un grande artista; le pronunciò tre giorni prima di dirmi addio e passare a miglior vita.

Fin da ragazzo ho trovato nella scrittura il mio modo di esprimermi, dalle poesie adolescenziali finite in qualche cassetto ai romanzi di questi ultimi anni. Scrivere una storia è come entrare in un mondo parallelo in cui vivere un’altra vita: è là che sto bene; inanellare le parole è un gioco che mi dà sempre grandi soddisfazioni.

Prediligo raccontare le vicende di gente comune che odorano di vita vissuta con tutti i vizi, le follie, le manie e le trasgressioni che caratterizzano la società moderna; storie di periferia e fatti di cronaca che parlano di operai, drogati, barboni, furti e pestaggi, passioni nascoste e tormenti mentali che evolvono ingurgitando la mente.


Miran Bax

L’idea di Miran Bax nasce nel maggio del duemila ventidue.

Il mio albero genealogico è fatto di grandi lavoratori ma anche di desideri non realizzati, sogni infranti e talenti frustrati.

Ho quindi sentito la necessità di un cambio energetico e la scelta di inventarmi un nuovo nome deriva dalla volontà di rompere gli schemi tossici del passato. Ringrazio tutti gli avi che mi hanno preceduto perché devo a loro il fatto di essere qui e di essere quello che sono.

 Però è ora di dire basta a regole e tradizioni, a credenze e strade già battute: è tempo di creare nuovi rami e nuovi fiori.

Miran Bax deriva da una sensazione, forse un sogno o una suggestione: mi sono svegliato una mattina con questo nome nella testa e non mi ha più lasciato.

Miran in sloveno significa mondo, Bax in azerbaigiano vuol dire vedere: è perfetto, ho pensato.

Il quattro giugno duemila ventitré Miran è stato battezzato con rito celtico.


e poi è successo

2018 arriva in libreria il romanzo “Autostop per la notte” (Miraggi edizioni)

  finalista premio "Prunola" 2019

  menzione d'onore premio "Tre colori" 2021

2020 arriva in libreria il romanzo “Tutto l’amore che manca” (Miraggi edizioni)

2021 premio letterario RACCONTAMI IN 25 PAROLE premio per “racconto più significativo”

2023 premio letterario RACCONTAMI IN 25 PAROLE premio per “racconto più originale”